Le soft skills che non ti insegnano a lezione (ma in JE sì)

by Elisa Degli Esposti, socia di JEBO

Ormai da diversi anni non si parla d’altro che di soft skills, o per dirla all’italiana, di competenze trasversali. Sono diventate imprescindibili per i nostri Curriculum e si sono declinate in sempre più workshop e corsi di formazione, diventando un termine per certi versi abusato e frainteso.

Ma che cosa sono le Soft Skills? 

Per fare chiarezza, con soft skills intendiamo tutte le abilità personali che riguardano il nostro modo di relazionarci agli altri e gestire noi stessi (Treccani, 2018). Queste abilità applicate al mondo del lavoro si declinano in qualità come time management, intelligenza emotiva, problem solving e capacità di lavorare in gruppo, costituendosi come caratteristiche imprescindibili del lavoratore ideale.

Una moda passeggera o il nuovo ago della bilancia?

Il mercato del lavoro, sempre più magmatico ed esigente, è da diversi anni orientato verso processi di selezione che prediligono le soft skills dei candidati, talvolta persino a discapito di competenze tecniche e conoscenze teoriche, spesse volte acquisibili una volta entrati in azienda.

La qualità delle persone e le loro potenzialità di crescita e allineamento con i valori delle aziende verranno sempre più preferite e premiate: lo dimostrano numerosi report come il Future of Jobs Report 2025 o l’OECD Skills Report 2024, che individuano abilità come il pensiero creativo, la curiosità e lo sguardo analitico, tra le competenze che sono e saranno sempre più ricercate.

Imparare facendo: il Work Based Learning

Secondo David Major (2016), professore dell’Università di Chester, nel Regno Unito, la crescente competizione lavorativa e le difficoltà legate all’affermarsi e al dimostrare il proprio valore si trovano davanti a un gap da colmare: un gap che il sistema educativo, in particolare universitario, spesse volte non è in grado di soddisfare. Se da un lato, infatti, anche le soft skills possono essere “imparate” a livello teorico, dall’altro, l’approccio più efficace è quello pratico, seguendo il modello individuato da Major del Work Based Learning (WBL). Il WBL consiste quindi in un approccio educativo in cui il luogo di lavoro diventa il principale contesto di apprendimento, permettendo agli studenti di acquisire crediti accademici attraverso esperienze professionali reali.

Le Junior Enterprise: palestra di Soft Skills

Applicando la metodologia del WBL al contesto universitario, in particolare italiano, non sempre ne troviamo una realizzazione diretta, o comunque simile, e per questo, associazioni e contesti che eccedono dal puramente accademico possono segnare una netta differenza. È il caso di Junior Enterprise come la nostra JEBO, realtà sempre più centrali nel rafforzare le soft skills e i profili dei propri associati.

Entrare in una JE significa mettersi alla prova in un ambiente dinamico, dove la responsabilità è reale e le sfide sono quotidiane. Non si tratta solo di “fare curriculum”, ma di vivere in prima persona l’esperienza del lavoro in team, della gestione di progetti e del confronto con clienti e partner esterni.

Ogni associato ha quindi l’opportunità di ricoprire ruoli strategici, prendere decisioni, gestire il proprio tempo e comunicare efficacemente, o almeno di imparare a farlo. Tutte competenze che, al di fuori di un contesto simulato, diventano strumenti concreti per entrare nel mondo del lavoro con un vantaggio competitivo.

“Autonomia”, “Ascolto attivo”, “Risoluzione dei conflitti”, “Capacità di delega” ed “empatia”, sono solo alcune delle soft skills che i membri di JEBO acquisiscono e investono nella crescita del proprio profilo professionale e della loro persona.

In un mondo del lavoro sempre più fluido, esperienze come quelle offerte dalle Junior Enterprise, che combinano formazione pratica e spirito imprenditoriale, non sono solo un valore aggiunto, ma una vera necessità.

Elisa Degli Esposti

Make. Lead. Inspire.

JEBO