Reshaping the future

by Marco Simone, Associato Area Marketing & Comunicazione

Network, sostantivo inglese composto da due termini net (rete) e work (lavoro). La definizione enciclopedica ci dà un’idea generale del significato di questo termine ma dietro questa parola si nasconde un mondo.

Ognuno di noi, nel suo piccolo, è immerso in una rete di persone, di contatti e come noi anche Università e Aziende si trovano coinvolte in questo tipo di dinamica. Fare parte di un Network è diventato al giorno d’oggi fondamentale, basti pensare alle Università che grazie alla propria rete permettono a migliaia di studenti di svolgere tirocini ed esperienze all’estero ogni anno. A questo punto la domanda sorge spontanea, “Che cosa rappresenta il Network per una Junior Enterprise come JEBO?”. 

Nell’articolo di oggi parliamo proprio di questo e ad aiutarci c’è Marco, nostro associato dell’Area Comunicazione, che ci racconta la sua esperienza.

Reshaping the future. Questo il tema del JE Italy October Meeting 2020, a cui ho avuto il piacere e l’onore di partecipare lo scorso weekend.

Che cos’è il JEIOM?

Si tratta di uno dei due Meeting annuali degli Junior Entrepreneur italiani, a cui prendono parte membri di tutte le JE appartenenti al Network di JE Italy. Era la prima volta che partecipavo ad un Meeting del Network e devo dire che è stato straordinario conoscere così tanti ragazzi con cui condivido valori e interessi.

Se stai leggendo questo articolo forse ti interessa il mondo delle Junior Enterprise e se non è così questo è il posto giusto comunque, perché dietro a questo articolo c’è molto di più. Una cosa importante che devi sapere però è lo scopo ultimo di tutte le nostre attività: la crescita. Crescita dei singoli individui, crescita delle Junior Enterprise, crescita dell’intero network.

Molti considerano le Junior Enterprise una perdita di tempo, un semplice lavoro non retribuito, qualcuno le definisce un gioco. E probabilmente in parte hanno ragione: le JE sono un gioco. Lo sono perché ogni giorno hai un nuovo livello da superare, grazie al quale diventi sempre più in gamba. Perché ti diverti nel giocarci. Sono un gioco perché ti permettono di sbagliare, di cadere e di riprovarci.

Sono un gioco, eppure quanti studenti universitari saprebbero organizzare un evento (ben riuscito!) da 120 persone durante un periodo di pandemia globale come hanno fatto Gloria Lo Bue e i ragazzi di JECatt? Quanti saprebbero fare un colloquio ad un candidato? Oppure redigere un business plan e un marketing plan per una multinazionale? Quanti saprebbero gestire un team composto da più di dieci persone? Sì, forse è solo un gioco, ma è un gioco che ti permette di vivere un’avventura unica nel suo genere, come ci raccontava ieri Giulia Campanati, Ex Presidente di JE Italy: entrare da impiegato ed uscire da CEO in pochi anni, per poi tornare alla vita vera più forti e più preparati.

Ma torniamo a noi e al motivo per cui sei qui: il JEIOM.

Il JEIOM è stato un evento straordinario e unico nel suo genere, costituito da workshop di altissimo livello, momenti di svago e divertimento, ma soprattutto di occasioni di confronto. Già, perché non capita spesso di potersi confrontare con così tanti studenti universitari talentuosi, curiosi e appassionati. Ho avuto modo di conoscere e chiacchierare con più di 30 Junior Entrepreneur, ma avrei tanto desiderato poterli conoscere tutti e 120 uno per uno! Perché? Perché ogni singola conversazione mi ha arricchito, mi ha divertito, mi ha insegnato qualcosa.

Ho conosciuto ragazzi appassionati di social media marketing, altri di grafica, qualcuno di finanza. Ragazzi che sognano una carriera nel mondo della consulenza, che vorrebbero lanciare una startup, o che puntano a lavorare in alcune delle migliori aziende al mondo. Qualcuno di loro ancora sta cercando la propria strada, un po’ come me d’altronde. Ma nello sguardo di ognuno di questi ragazzi ho visto la stessa identica luce, la stessa ambizione e voglia di mettersi in gioco. Quella voglia di mettersi in gioco che li ha spinti a diventare Junior Entrepreneur, quella voglia di mettersi in gioco che permetterà loro di raggiungere risultati straordinari, a prescindere dal percorso che decideranno di intraprendere.

Ovviamente, non ho affrontato questa avventura da solo. Infatti, ho avuto dei compagni di viaggio straordinari: Pietro Picogna, Leonardo Rosa, Maria Baglieri e Jacopo Knerich. Quattro Associati di JEBO, quattro ragazzi tutti più piccoli di me, ma che nonostante ciò mi hanno insegnato tantissimo. Quattro persone che fino a due settimane fa non avevo mai visto ma che mi hanno fatto sentire come se li conoscessi da tutta la vita. Quattro persone con cui ho riso e scherzato ma ho anche lavorato e discusso. Quattro persone con cui ho avuto l’onore e il piacere di condividere questi fantastici due giorni.

Tranquillo, siamo quasi arrivati alla conclusione. Ricordi il tema dell’evento? Quello di cui ti ho parlato all’inizio?

Reshaping the future, era questo il tema dell’evento. Potrebbe sembrare uno di quei classici nomi con termini inglesi (perché fa figo) presi a caso e che in sostanza non significano nulla, ma in realtà non è così. Perché se c’è una cosa che ho capito durante questo weekend è che i ragazzi che ho conosciuto, quelli che si fanno chiamare Junior Entrepreneur, riusciranno davvero a ridisegnare il futuro. Perché hanno la voglia, la forza e il coraggio per farlo.

E io sono fiero di essere uno di loro, un Junior Entrepreneur.

Marco Simone

Make. Lead. Inspire.

JEBO

Reshaping the future

Network, noun composed of two terms: net and work. The encyclopedic definition gives us a general idea of the meaning of this term but behind this word there is a world.

Each of us, in his own small way, is immersed in a network of people, contacts and, like us, universities and companies are also involved in this type of dynamics. Being part of a Network has become fundamental nowadays, just think of the Universities which, thanks to their network, allow thousands of students to carry out internships and experiences abroad every year. At this point the question arises, “What does the Network represent for a Junior Enterprise like JEBO?”.

In today’s article Marco, our associate from the Communication Area will tell us about his experience at the JEIMM 2020. 

Reshaping the future. This is the theme of the JE Italy October Meeting 2020, which I had the pleasure and honor of attending last weekend.

What is JEIOM?

It is one of the two annual Meetings of Italian Junior Entrepreneurs, in which members of all the JEs belonging to the JE Italy Network take part. It was the first time I attended a Network Meeting and I must say that it was extraordinary to know so many guys with whom I share values ​​and interests.

If you are reading this article, perhaps you are interested in the world of Junior Enterprise and if not, this is the right place anyway, because behind this article there is much more. One important thing you need to know, however, is the ultimate goal of all our activities: growth. Growth of individuals, growth of Junior Enterprises, growth of the entire network.

Many consider the Junior Enterprises a waste of time, a simple unpaid job, some call them a game. And they’re probably partly right: JEs are a game. They are because every day you have a new level to overcome, thanks to which you become more and more capable. Because you enjoy playing with it. They are a game because they allow you to make mistakes, to fall and to try again.

They are a game, yet how many university students could organize an event (successful!) Of 120 people during a period of global pandemic like Gloria Lo Bue and the guys from JECatt did? How many would know how to interview a candidate? Or draw up a business plan and a marketing plan for a multinational? How many could manage a team of more than ten people? Yes, maybe it’s just a game, but it’s a game that allows you to experience a unique adventure of its kind, as Giulia Campanati, former President of JE Italy, told us yesterday: to enter as an employee and leave as CEO in a few years, for then return to real life stronger and more prepared.

But back to us and why you are here: the JEIOM.

JEIOM was an extraordinary and unique event of its kind, consisting of very high level workshops, moments of leisure and fun, but above all opportunities for discussion. Yes, because it doesn’t often happen that you can compare yourself with so many talented, curious and passionate university students. I got to know and chat with more than 30 Junior Entrepreneurs, but I wish I could have known all 120 one by one! Why? Because every single conversation has enriched me, amused me, taught me something.

I met guys who were passionate about social media marketing, others of graphics, someone of finance. Young people who dream of a career in the consulting world, who would like to launch a startup, or who aim to work in some of the best companies in the world. Some of them are still looking for their own path, a bit like me on the other hand. But in the eyes of each of these guys I saw the exact same light, the same ambition and desire to get involved. That desire to get involved that pushed them to become Junior Entrepreneurs, that desire to get involved that will allow them to achieve extraordinary results, regardless of the path they decide to take.

Obviously, I didn’t go through this adventure alone. In fact, I had some extraordinary travel companions: Pietro Picogna, Leonardo Rosa, Maria Baglieri and Jacopo Knerich. Four JEBO Associates, four guys all younger than me, but who nevertheless taught me a lot. Four people that I had never seen until two weeks ago but who made me feel like I have known them all my life. Four people I laughed and joked with but also worked and discussed. Four people with whom I had the honor and the pleasure of sharing these fantastic two days.

Don’t worry, we have almost reached the conclusion. Do you remember the theme of the event? What did I tell you about at the beginning?

Reshaping the future, this was the theme of the event. It might seem like one of those classic names with English terms (because it’s cool) taken at random and that basically mean nothing, but in reality it doesn’t. Because if there is one thing that I realized during this weekend it is that the guys I met, those who call themselves Junior Entrepreneurs, will really be able to redesign the future. Because they have the will, the strength and the courage to do it.

And I am proud to be one of them, a Junior Entrepreneur.

Marco Simone

Make. Lead. Inspire.

JEBO

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