Perché lavorare in consulenza

by Alfio Portale, Business Analyst per Deloitte

Essendo studenti che si occupano di fare consulenza alle aziende, una domanda che ci viene rivolta quasi quotidianamente è: “Perchè avete scelto di fare questo per fare esperienza e non buttarvi in un lavoro normale come tutti gli altri studenti?”. 

Per rispondere a ciò, lasciamo la parola ad Alfio Portale, Business Analyst presso Deloitte dal 2018, che ci racconta i vari motivi che lo hanno portato verso il mondo consulenziale.

Sono ormai passati tre anni dal mio trasferimento a Milano e dall’inizio di una nuova esperienza lavorativa in Deloitte Consulting.

Si è trattata di una scelta importante, disruptive, in quanto presupponeva di lasciare un lavoro stabile e relativamente tranquillo in Sicilia, vicino ai propri cari, contro l’incertezza di uno stage e di un trasferimento nella “cara” Milano.

Tuttavia, credo che nella vita arriva sempre il momento in cui siamo chiamati a scegliere ed è proprio in quel momento che determiniamo chi vogliamo essere, cosa vogliamo diventare e cosa vogliamo lasciare nel mondo. La mia scelta è stata quella di aprirmi a nuove opportunità, di salire su quel treno e di imboccare una nuova strada.

Oggi, dopo circa tre anni, sono Senior Consultant in Deloitte – una delle Big Four – in cui ho avuto modo di formarmi e, adesso, di formare figure junior che si avvicinano per la prima volta al mondo del lavoro.

Ricordo che prima di inviare la candidatura andai sulle homepage di tutte le società di consulenza e iniziai ad informarmi su queste realtà che conoscevo ancora poco. Lo feci anche prima di accettare l’offerta di lavoro.

Come molti di voi sapranno, entrare in una Big 4 significa entrare in network globale formato da tantissimi professionisti sparsi in tutto il mondo. Significa anche avere l’opportunità di offrire servizi che vanno dalla Consulenza, all’Audit, ai Financial Services e al Tax&Legal.

Altrettanto varia è la tipologia di clienti che ci si può ritrovare di fronte: Consumers, Financial Services, Public Services & Government, TMT, Energy & Resources. Ognuno di essi ha esigenze specifiche, talvolta date dalla specificità del settore che li contraddistingue, rendendo tutto ancora più stimolante.

Tuttavia, come per la legge del contrappasso, esistono e sono noti i lati oscuri della consulenza, ed è qui che ognuno di noi fa la propria scelta, se accettare o meno di entrare in queste realtà. Spesso ti ritroverai infatti a gestire progetti in poco tempo, o più progetti in simultanea, di conseguenza il carico di lavoro potrebbe risultare eccessivo incidendo negativamente sul work-life balance.

Dalla mia personale esperienza credo che il sacrificio sostenuto, soprattutto nei primi anni di carriera, sia poi ben ripagato dalla rapida crescita e dalle opportunità professionali future. Lo sviluppo di competenze specifiche è a mio avviso strettamente legato ad alcuni elementi che caratterizzano queste realtà.

1. Azienda globale

Entrare a far parte di un Network globale ti permette di collaborare con colleghi e colleghe che si trovano in altre parti del mondo e di avere un continuo scambio di opinioni. Inoltre, è frequente la mobilità internazionale mediante la quale è possibile svolgere parte della propria carriera in un altro Paese.

2. Servizi diversificati

Quando si accede al mondo della consulenza, si viene allocati ad una specifica service line, sono però frequenti i progetti gestiti con altre linee dai quali si possono acquisire nuove conoscenze. Inoltre, sono anche favoriti i trasferimenti interni affinché si possano sviluppare e consolidare importanti competenze cross-border.

3. Clienti diversificati e globali

Infine, come già anticipato i clienti sono tanti e sono anche molto diversi tra di loro, fattore che rappresenta l’ultimo tassello per un percorso di crescita ad ampio spettro. In genere, si tratta di imprese di medie-grosse dimensioni ma talvolta anche di PMI.

Queste competenze specifiche fanno parte di quelle che vengono chiamate “hard skills”, che sono necessarie ma a cui vanno obbligatoriamente aggiunte ulteriori “soft”, che ho riscoperto solo in seguito al mio ingresso in Deloitte e di cui sono particolarmente orgoglioso. In particolare c’è grande attenzione per alcuni temi ormai globali quali la Diversity & Inclusion, il World Climate Change e, molto più recentemente, a causa (o per merito) della pandemia, il WellBeing.

Passando invece alla parte operativa, ogni progetto è gestito dal Partner che lo assegna ad un team più o meno ampio, che è in genere formato da almeno un Manager, incaricato del coordinamento delle risorse e dalla review delle attività, e dalle figure più junior (Consultant e Senior Consultant) che si occupano invece dell’attività operativa. I team sono in genere molto giovani e spesso formati da neolaureati alla prima esperienza di lavoro che sono assistiti nell’avvio della propria carriera dalle persone più senior. La durata del progetto può variare a seconda della complessità e dal tipo di servizio offerto, anche se in genere variano tra i due e i sei mesi.
Concludendo, considero la mia esperienza in Consulenza sicuramente positiva e sono ancora convinto di aver fatto la scelta giusta. Entrare da neolaureato in un contesto lavorativo così stimolante, dinamico e giovane consente di gettare delle solide basi per la propria carriera professionale.

Alfio Portale

I motivi che portano ragazzi e ragazze come noi verso il mondo consulenziale sono molti. 

Tra i principali troviamo il fatto di vivere in un mondo in rapida crescita che ci porta lontani dalla volontà di fare per anni (o anche per tutta la vita) lo stesso monotono lavoro: la consulenza, come detto da Alfio poche righe sopra, porta con sé clienti e progetti estremamente differenti tra loro. È quindi necessario non smettere mai di imparare ed innovarsi, creando nuove opportunità ogni giorno. 

Inoltre, nonostante i rischi, fare il consulente permette di avere un livello di libertà che non tutti i lavori concedono. 

Hai mai pensato di lavorare nel mondo della consulenza o già ci lavori? Raccontaci la tua esperienza nei commenti!

Make. Lead. Inspire.

JEBO

Why work in Consultancy

As students who are involved in doing consulting work for companies, a question we are asked almost daily is: “Why did you choose to do this to gain experience and not throw yourself into a normal job like all the other students?”. 

To answer this, we leave the floor to Alfio Portale, Business Analyst at Deloitte since 2018, who tells us the various reasons that led him towards the consulting world.

It is now three years since I moved to Milan and started a new job with Deloitte Consulting.

It was an important, disruptive choice, as it involved leaving a stable and relatively quiet job in Sicily, close to my loved ones, against the uncertainty of an internship and a move to the “dear” Milan.

However, I believe that in life there always comes a time when we are called upon to choose and it is at that very moment that we determine who we want to be, what we want to become and what we want to leave in the world. My choice was to open myself up to new opportunities, to get on that train and take a new path.

Today, after about three years, I am a Senior Consultant at Deloitte – one of the Big Four – where I have had the opportunity to train and, now, to train juniors who are approaching the world of work for the first time.

I remember that before I sent my application I went to the homepages of all the consultancy companies and started to inform myself about these realities that I still knew little about. I also did this before accepting the job offer.

As many of you know, joining a Big 4 company means joining a global network of professionals from all over the world. It also means having the opportunity to offer services ranging from Consulting, Audit, Financial Services and Tax & Legal.
Just as varied is the type of customer you may find yourself facing: Consumers, Financial Services, Public Services & Government, TMT, Energy & Resources. Each of them has specific needs, sometimes given by the specificity of their sector, making everything even more challenging. However, as for the law of opposites, the dark sides of consultancy exist and are well known.

The dark sides of consultancy, and it is here that each of us makes his or her own choice, whether or not to accept entering these realities. Often you will find yourself managing projects in a short period of time, or several projects simultaneously, and as a result the workload may be excessive, which has a negative affect on your work-life balance.

From my own experience, I believe that the sacrifice made, especially in the first few years of a career, is well rewarded by rapid growth and future professional opportunities. The development of specific skills is, in my opinion, closely linked to certain elements that characterise these realities.

1. Global company

Being part of a global network allows you to collaborate with colleagues in other parts of the world and to have a continuous exchange of views. In addition, international mobility is common, allowing you to spend part of your career in another countries.

2. Diversified services

When entering the world of consultancy, you are allocated to a specific service line, but there are also frequent projects managed with other lines from which you can acquire new knowledge. In addition, internal transfers are also encouraged in order to develop and consolidate important cross-border competences that can be developed and consolidated.

3. Diversified and global clients

Finally, as already mentioned, there are many and very diverse clients, which is the final building block of a broad-based growth path. At generally medium-sized to large companies, but sometimes also SMEs.

These specific skills are part of what are called “hard skills”, which are necessary but to which you have to add further “soft skills”, which I only rediscovered after joining Deloitte and of which I am particularly proud. In particular, there is a great deal of focus on some now global issues such as Diversity & Inclusion, World Climate Change and, much more recently, because of the pandemic, WellBeing.

Moving on to the operational side, each project is managed by the Partner, who assigns it to a more or less large team, which is generally made up of at least one Manager, in charge of coordinating resources and reviewing activities, and more junior figures (Consultant and Senior Consultant) who are in charge of operations. The teams are generally very young and often made up of recent graduates with no previous work experience, who are assisted in starting their careers by more senior people. The duration of the project may vary depending on its complexity and the type of service offered, although they generally vary between two and six months.

In conclusion, I consider my experience in Consultancy to be very positive and I am still convinced that I made the right choice. Entering as a new graduate in such a stimulating, dynamic and young working environment allows you to lay a solid foundation for your professional career.

Alfio Portale

There are many reasons that lead boys and girls like us to the world of consultancy. 

One of the main ones is the fact that we live in a fast-growing world that takes us away from the desire to do the same monotonous job for years (or even for a lifetime): consulting, as Alfio said a few lines above, brings with it extremely different clients and projects. It is therefore necessary to never stop learning and innovating, creating new opportunities every day. Moreover, despite the risks, being a consultant allows you to have a level of freedom that not all jobs grant. 

Have you ever thought about working in consultancy or do you already work in it? Tell us about your experience in the comments!

Make. Lead. Inspire.

JEBO

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