GenQ, il portale attento al gender gap

 intervista ad Alex Lanaro

Bentornato/a nel nostro blog!

Hai mai sentito parlare di SDGs, ovvero gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile? Sapresti come prendere decisioni in linea con una strategia di futuro sostenibile?

Dall’esperienza di Pietro Maria Picogna, Alex Lanaro e Atif Choski nasce GenQ, un portale che raccoglie circa 150 aziende per le quali è possibile conoscere la percentuale di gender equality. Da consultare prima di un’application, per sostenere economicamente tramite gli acquisti le aziende in linea con i nostri valori o per semplice curiosità.

Oggi abbiamo chiacchierato con Alex Lanaro, a cui abbiamo chiesto di raccontarci meglio le funzionalità e gli obiettivi di questo portale.

La prima domanda non può che riguardare l’esordio: da cosa è nata l’idea di questo portale?

L’idea è nata da una riflessione mia e di Pietro Picogna sul fattore sostenibilità: entrambi abbiamo notato la mancanza di comunicazione su temi in realtà fondamentali, importante sugli SDGs (ovvero i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile definiti dall’ONU nella strategia per un futuro migliore). Il mio obiettivo sarebbe quello di avere un’app capace di riconoscere per ogni prodotto il livello di sostenibilità dell’azienda, in modo da orientare gli acquisti, ma abbiamo deciso di iniziare dal minimun viable product proprio perché la comunicazione deve essere chiara fin dalle basi. Abbiamo pensato allora di scegliere uno degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, ovvero la gender equality che ci sta particolarmente a cuore e creare un portale in cui gli utenti possano verificare la posizione in base al gender equality index di un’azienda in cui vorrebbero lavorare per poter prendere una decisione più conscia. 

Negli ultimi anni si parla di più di SDGs, in Italia stiamo cominciando da poco a renderci conto dell’importanza della sostenibilità anche nel mondo di tutti i giorni, ma sentivamo proprio la mancanza della possibilità del singolo di agire in maniera più consapevole. Ci siamo chiesti: come facciamo a far sentire un privato parte di questo cambiamento? Questa piattaforma ci è sembrata il giusto inizio: quando delle azioni semplici cominciano ad essere fatte in maniera sistemica e gli SDGs diventano rilevanti in ogni azione quotidiana, di conseguenza anche le aziende saranno costrette ad un cambiamento più grande. Soltanto in questo modo, ovvero insieme, si può avere un impatto concreto sul presente.

Quali sono i dati che prendete in considerazione per la percentuale di gender equality che offre il vostro portale?

Abbiamo utilizzato i dati di Equileap: l’indice che facciamo vedere è il risultato di un incrocio fra cinque indici calcolati da questo provider di dati. Il primo è fondamentale, ovvero il salario ricevuto da una donna e un uomo che ricoprono la stessa posizione all’interno dell’azienda, per scovare possibili differenze in cui la discriminante è soltanto il genere. Procediamo poi con la percentuale di donne nella top management per azienda, la discriminazione, la flessibilità delle ore e la presenza di strategie per ridurre il gender gap.

Nel calcolare questi dati, che trend generale avete notato?

Avendo preso in considerazione aziende di grandi dimensioni, la maggior parte di queste combatte da anni per la gender equality – anche se non possiamo sapere con certezza se sia una lotta ai soli fini del marketing o per reale interesse. Con le grandi aziende il trend è sicuramente positivo, ma il vero cambiamento si avrà quando riusciremo a portare alla luce anche i calcoli sulle piccole e medie imprese. L’economia italiana è formata da tantissime medie imprese per cui è più difficile analizzare questo tipo di dati, ma questo è sicuramente un nostro prossimo obiettivo. Il trend sarà positivo per tutti quando saremo noi a dare il kick-off facendo capire a tutte le aziende quanto questi temi siano importanti per i consumatori, non soltanto per quelle sotto l’occhio dei riflettori che sono obbligate a rispettare certi standard.

Avete lanciato anche una raccolta fondi, come pensate di investire il denaro ricavato?

La maggior parte del ricavato sarà utilizzata per aumentare il database, sia in termini di numero di aziende sia in termini di profondità, mentre successivamente vorremmo creare una piattaforme più user-friendly, magari creando un’app più adatta per questo tipo di ricerca.

Per il futuro, avete in mente di continuare a gestire la parte informativa della gender equality o di prendere in considerazione altri SDGs?

La nostra vision è quella di non fermarsi al gender quality index, vorremmo espanderla idealmente a tutti gli SDGs, ma poter avere sia una percentuale generale che una singola per ogni obiettivo, in modo da avere una visione di insieme. Vogliamo occuparci principalmente di comunicare meglio delle informazioni che sono già presenti ma che non sono trasmesse nel modo corretto.

Siamo davvero contenti/e che esistano iniziative come questa, che come Junior Enterprise supportiamo pienamente. Ringraziamo Alex Lanaro per averci dato l’opportunità di scoprirla meglio e ti invitiamo a dare un’occhiata al portale.

La percentuale di alcune aziende potrebbe stupirti!

Make. Lead. Inspire.

JEBO

GenQ, the portal aware of the gender gap

interview with Alex Lanaro

Welcome back to our blog!

Have you ever heard of the SDGs, which are the Sustainable Development Goals? Would you be able to make decisions in line with a strategy for a sustainable future?

From the experience of Pietro Maria Picogna, Alex Lanaro and Atid Choski comes GenQ, a portal that shows you the percentage of gender equality in 150 companies.  GenQ is a portal to consult before a job application, before a purchase to give financial support to a company which is in line with our values or simply for curiosity.

Today we had a conversation with Alex Lanaro, we asked him to tell us about the functionalities and the goals of this portal.

The first question has to be about the beginning: how did the idea of the portal come up?

The idea came up from a debate me and Pietro had about sustainability: both of us noticed the lack of communication about fundamental themes, specifically the SDGs (which are the seventeen Sustainable Development Goals defined by ONU in the strategy for a better future). My goal would be to create an app that is able to recognize for each product we buy the level of sustainability the company has, in a way to guide purchases, but we decided to start from the minimum viable product because the communication has to be clear from the beginning. Then we thought to choose one of the sustainable development goals, gender equality, which is very important to us and to create a portal in which the users can verify a job position based on the gender equality index of a company in which they would want to work in order to make a better decision. 

During the past years people have been talking more about the SDGs, in Italy we have just started to realize the importance of sustainability also in our everyday life, but we feel the lack of the possibility of a single person to act more responsibly. We wondered: what can we do in order to make people feel like they are part of this change? This platform seems to us like a good start: when simple actions start to be done in a systematic way and the SDGs become relevant in our everyday actions, consequently companies will be forced to a bigger change. Only this way, all together, we can have a bigger impact on the present.

Which kind of data do you observe for the percentage of gender equality that your portal offers?

We used Equileap’s data: the index that we show is the result of a crossing between five indexes calculated from this data’s provider. The first one is fundamental, which is the salary earned by a woman and a man who do the same job in a company, in order to find gender inequality. We then proceed with the percentage of women in the top management for a company, the discrimination, the flexability of working hours and the presence of strategies to reduce the gender gap.

What trend did you notice while you were analyzing the data?

Having taken into consideration big companies, the majority of them have been fighting gender equality for years – even if we cannot know if it is a fight for the purpose of marketing or for real interest. Considering big companies the trend is certainly positive, but the real change will happen when we will bring to light the calculation of small and medium sized enterprises. The Italian economy is made of many medium enterprises for which it is more difficult to analyze this kind of data, but is for sure one of our next goals. The trend will be positive for everyone when we will give a kick-off making it clear to every company that these themes are important for customers, not only the ones under the spotlight that are forced to respect certain standards.

You launched a fundraising, how do you think to invest the money you got?

The majority of the proceeds will be used to increase the database, both in terms of companies and in terms of depth, while later we would like to create a platform which is more user-friendly, maybe creating an app that is more appropriate for this kind of research.

For the future, do you want to continue managing the informative part of gender equality or would you like to consider other SDGs?

Our vision is not to stop with the gender equality index, we would like to expand it to other SDGs, but the mission is to have both a general percentage and a single for each goal, in order to have an overall view. We want to mainly take care of communicating better with some information that is already present but that is not provided in the right way.

We are really happy that initiatives like these exist, that we as a Junior Enterprise fully support. We thank Alex Lanaro for the opportunity to discover it and we invite you to take a look at the portal.

The percentage of some companies could surprise you!

Make. Lead. Inspire.

JEBO

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