Futuro: unsafe at any speed!

by Matteo De Pamphilis, Advisor di JEBO e Professore all’Università di Bologna

Come affrontare le sfide del futuro ponendo la persona come centro attorno al quale si sviluppano tutte le innovazioni tecnologiche e, di conseguenza, anche le legislazioni che le regolamentano?

Ce ne parlerà Matteo de Pamphilis, Avvocato e Professore all’Università di Bologna, nonché nostro Advisor!

Senza ulteriori indugi, ti auguriamo buona lettura!

Policing the Open Road. How Cars Transformed American Freedom (2020), di Sarah A. Seo, è stato tra le mie letture di questo strano tempo nel quale, con più o meno convinzione, guardiamo all’anno appena iniziato… al futuro.

È un libro molto efficace nel trasmettere un messaggio originale. La premessa è “afferrabile”: la diffusione dell’automobile – vera rivoluzione copernicana del ventesimo secolo – ha portato con sé enormi vantaggi ma anche più di una esternalità negativa. Una delle osservazioni conclusive risulta per certi versi sbalorditiva.

La necessità di controllare il traffico ha causato in un primo momento la moltiplicazione delle forze di polizia, in modo da porre un freno alla “innata” tendenza del law-abiding citizen a trasformarsi in un Mr. Hyde al volante. In seguito ha portato all’attribuzione agli agenti di una discreta fetta di potere intrusivo e di discrezionalità nel corso dei controlli stradali. Infine, ha determinato esiti discriminatori ed episodi di grave violenza contro persone appartenenti alle cosiddette minoranze (Seo cita il caso paradigmatico della morte di Sandra A. Bland).

Si tratta solo di un esempio di una “realtà” che sperimentiamo in molti campi dell’esperienza umana: le variabili da tenere in considerazione quando si inventa qualcosa di nuovo sono davvero numerose e il nesso di causa-effetto è in grado di espandersi, nel bene e nel male, sino a coprire distanze impensabili. Parte delle sfide che impegnano la società umana sta proprio nel tentare di governare le “forze” che essa stessa di volta in volta libera nel Cosmo, scoperchiando un nuovo Vaso di Pandora.

Per restare al mondo della mobilità, con uno sguardo al passato, vale di certo la pena di citare il contributo di Ralph Nader nel suscitare l’attenzione del pubblico e delle istituzioni rispetto ai temi della sicurezza attiva e passiva dei veicoli, con la pubblicazione dello storico Unsafe at Any Speed (1965); e quello offerto da Guido Calabresi, il cui The Costs of Accidents (1970) ha rappresentato una milestone nello studio dell’effetto scatenante che la massiva diffusione dell’automobile e degli incidenti stradali hanno avuto nell’evoluzione dei sistemi economici e giuridici.

Flash-forward al 2 gennaio 2021.

Elon Musk twitta: “Tesla Full Self-Driving will work at a safety level well above that of the average driver this year, of that I am confident. Can’t speak for regulators though”, di fatto annunciando l’avvento della guida autonoma di livello 5 entro il 2021 e lanciando “ufficialmente” una sfida alla comunità dei giuristi.

Nel corso del 2020 ho avuto la fortuna di poter collaborare con Enrico Al Mureden, tra i più attenti studiosi di queste tematiche, nella realizzazione di un ciclo di interviste intitolato The Future of Mobility, che ci ha dato l’opportunità di dialogare con esperti di diversi campi sulle sfide poste da un approccio alla mobilità che promette di essere totalmente rivoluzionato.

Abbiamo potuto “toccare con mano” l’accelerazione warp speed che la ricerca tecnologica ha impresso a questa dinamica, della quale fino a pochi anni fa parlavamo come di un futuristico orizzonte fantascientifico. Stando a quanto dichiarato da Musk, invece, saremo presto in grado di sperimentare un nuovo modello di mobilità: quello dei No User-in-Charge Vehicles.

Questa breve “carrellata” sull’universo dell’automobile e della mobilità aiuta a comprendere, da un lato, quanto sia necessario un lavoro di squadra per affrontare le sfide che il progresso dell’umanità continua a proporre

Dall’altro lato, essa “dimostra” come l’insicurezza del futuro si riveli sempre incombente, a prescindere dal ritmo dell’ avanzamento tecnologico. Parafrasando Nader, potremmo dire che come la Chevy Corvair del ‘59 anche le sfide del futurosi dimostrano unsafe at any speed. Ma ciò non significa che non valga la pena affrontarle!

Valori universali

Credo che il primo compito degli studiosi che desiderano condividere le proprie esperienze nell’affrontare le sfide del futuro sia focalizzare l’attenzione sui valori da proteggere. Questo va fatto sia evitando di riporre una fiducia cieca in chi prometta rimedi universali a problemi così complessi, sia cercando di non farsi influenzare dall’ avversione al progresso tecnologico. 

L’età della persona

Come giurista, sono consapevole di vivere nella “età della persona” e ho dunque una regola d’oro: l’importante è la persona, che è al centro del sistema giuridico, ambientale, economico… e che va tutelata alla luce dei diritti dei quali è portatrice e dei valori che ne ispirano l’esistenza nella società.

In altre “cinematografiche” parole, guardiamoci dal cadere nella “mossa Kansas City” di chi ci vuole concentrati su un futuro che non c’è e distratti dalla missione urgente di costruire quella piattaforma di responsabilità sociali sulla quale le persone potranno incontrarsi per condividere le opportunità e i rischi delle profezie che saremo in grado di far avverare.

Altrimenti, potremmo ritrovarci delusi e sconsolati per aver creduto che Charlie Chaplin abbia partecipato a un concorso per sosia di Charlie Chaplin e sia arrivato terzo. Che è davvero, questa sì, una storia assurda.

Matteo De Pamphilis

E tu, che ne pensi? Siamo molto curiosi di scoprirlo nei commenti!

Noi di JEBO siamo fierissimi di poter contare su un network di persone dal grande valore e dalle prospettive variegate e lungimiranti, come avrai sicuramente percepito leggendo i nostri articoli e seguendoci sui social.

Perciò, siamo felici di annunciarti che il blog è in continuo fermento creativo, grazie ai tantissimi autori che hanno deciso di raccontarci parte del loro mondo e dei loro progetti. Ci sono parecchi nuovi argomenti in arrivo. Fossi in te non me li perderei! Continua a seguirci, ti stupiremo…

Make. Lead. Inspire.

JEBO

The future: unsafe at any speed!

How could we face the challenges of the future and ensure a person-centred technological innovation and law?

Today we’ll hear about this from Matteo de Pamphilis, Lawyer and Professor at the University of Bologna, as well as fellow Advisor.

Enjoy!

Policing the Open Road. How Cars Transformed American Freedom (2020), by Sarah A- Seo: this was one of my latest reads in this weird time in which we are looking, more or less confidently, to the year that’s just started. To the future. 

It’s a very effective book in delivering an original massage. Its premise is clear: the spread of cars – a real Copernican revolution in the 20th century- brought with it enormous advantages but also many negative effects. I found one conclusive remark especially interesting.

The need for traffic regulation – or the need to stop the “innate” tendency of the law abiding citizen to become Mr Hyde behind the wheel – initially caused an increase in law enforcement. Then, along with the creation of rules unknown to most people, this necessity lead to giving to officers a large amount of intrusive power and discretion during traffic stops. This, for reasons better explained in the book, ultimately brought about discriminatory issues and violence against minority groups – e.g. the death of Sandra A. Bland. 

This is only an example of reality in human experience: many variables need to be taken into account when inventing something new, and cause and effect can reach unthinkable levels. Part of the challenges human society faces is trying to rule the forces it itself releases into the Cosmos, opening Pandora’s box.

Again speaking about mobility but looking at the past, it’s worth mentioning Ralph Nader’s contribution to raising awareness on vehicles’ active and passive safety with his Unsafe at Any Speed (1965). Also Guido Calabresi’s The Costs of Accidents (1970) was a milestone in the study of the triggering effect mass diffusion of automobile and car accidents had in economic and juridic systems.

Flash-forward to January 2nd, 2021

Elon Musk tweets: “Tesla Full Self-Driving will work at a safety level well above that of the average driver this year, of that I am confident. Can’t speak for regulators though”. This announced the introduction of level-5 driving automation by 2021 and “officially” challenging jurists.

In 2020 I had the honour to collaborate with Enrico Al Mureden, who closely studies these topics, in creating a series of interviews called The Future of Mobility. This allowed us to talk to experts from various fields about the challenges which a revolutionised approach to mobility could offer.

We could appreciate the warp drive acceleration brought about by technological research on this mechanism which was sci-fi until a few years ago. According to Musk we will be able to experiment a new model of mobility: No-User-in-Charge Vehicles.

I think this recap about the car universe helps to understand on the one hand how much we need teamwork: a team made of people with different backgrounds but similar visions on social issues can face the unknown challenges that human progress has been offering

On the other hand my recap shows how impending the uncertainty of the future is, no matter how fast the present dives ahead. Quoting Nader, we could say that challenges of the future, too, turn out to be unsafe at any speed, like the ‘59 Chevy Corvair. But this doesn’t mean it’s not worth facing them.

Universal values

I feel what researchers for future challenges need to focus on is values to protect without relying on those who suggest a cure-all for such complex and divisive problems – and without diverting towards the anti-technology “status quo bias” which periodically re-emerges.

People age

As a jurist I’m aware that we live in a “People Age”, so I have a golden rule: what really matters is the person, who needs to be at the centre of jurisdiction, environment, economics, and needs to be protected in light of the rights it carries with it which inspire its existence in society. 

To put it in a “cinematographic” way, beware of the Kansas City Shuffle which can make us focus on a non-existent future and distract us from an urgent mission: building a platform of social responsibility onto which people can meet and share opportunities and risks of the prophecies we will be able to make come true.

Otherwise we could find ourselves deluded and dejected for having believed that Charlie Chaplin arrived third in a Charlie Chaplin look-alike contest. Which really is, for once, a ridiculous story.

Matteo De Pamphilis

How about you, what do you think? We are very curious to find out in the comments!

We at JEBO are very proud to be able to count on a network of people of great value and varied and far-sighted perspectives, as you will surely have perceived by reading our articles and following us on social networks.

Therefore, we are happy to announce that the blog is in continuous creative ferment, thanks to the many authors who have decided to tell us about their world and their projects. There are several new topics coming soon. If I were you, I wouldn’t miss them! Keep following us, we will surprise you.

Make. Lead. Inspire.

JEBO

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