Dall’aula a JE Global

by Salvatore Mastrullo, Presidente di JEF Napoli

Bentornato/a sul nostro blog!

L’esperienza all’interno delle JE rappresenta una grande opportunità di crescita personale e professionale, ma non mancano anche forti emozioni.
Oggi abbiamo il piacere di leggere il racconto del percorso di Salvatore Mastrullo, presidente di JEF, la Junior Enterprise dell’Università Federico II di Napoli. 

Chi l’avrebbe detto che un normale giorno in aula all’Università avrebbe potuto cambiare radicalmente la vita di uno studente e i suoi obiettivi?

Buona lettura!

Ma quindi, dopotutto, ne è valsa la pena?

Il percorso di una studentessa o di uno studente nel mondo delle Junior Enterprise si caratterizza sicuramente per la sua dinamicità, intesa come l’insieme di opportunità offerte in un periodo di tempo più o meno breve. Mediamente un Junior Entrepreneur resta nella propria JE circa due anni, raramente raggiunge il terzo: l’elevato tasso di turnover è una delle caratteristiche principali delle nostre Associazioni che porta con sé vantaggi, come la contaminazione di idee da una sempre più vasta platea di studenti, ma anche rischi, soprattutto in termini organizzativi e formativi.

Giunto al termine di questo percorso, almeno in JEF, non proseguendo più gli studi presso la Federico II di Napoli, mi sorge in questi giorni una domanda: “Ma quindi, dopotutto, ne è valsa la pena?”. 

È una domanda che non trova risposta semplicemente nelle esperienze inserite nel mio curriculum, senz’altro arricchito dalle attività portate avanti in questi anni, ma che vuole ricordare tutti i momenti, le emozioni, le sensazioni vissute all’interno del nostro Network, che proverò a sintetizzare nelle prossime righe.

Era marzo 2019 quando, in un’aula popolata da oltre cinquecento studenti, venni in contatto per la prima volta con JEF Napoli: ricordo nitidamente due ragazzi che, con completo e cravatta, presentarono a tutti noi un’associazione “diversa dalle altre” che aveva come obiettivo fondamentale il ridurre il gap fra il mondo accademico e quello lavorativo, attraverso lo svolgimento di progetti di consulenza in diversi ambiti.

Da studente del primo anno della triennale, da pochissimo entrato in università, pensare al mondo del lavoro sembrava quasi un inutile esercizio di fantasia, eppure ci fu qualcosa in quella presentazione che mi convinse a voler iniziare a fare un passo avanti e provare a rendere concrete le ambizioni che mi avevano spinto ad iscrivermi ad economia aziendale. Non senza ansia, affrontai il recruitment superando con successo il colloquio di gruppo e, successivamente, il colloquio individuale. Oggi ancora sorrido se ripenso alla soluzione, elaborata dal gruppo di cui facevo parte, per la società di illuminotecnica che doveva vendere una nuova lampadina dalle caratteristiche surreali.

L’attività in JEF si è rivelata sin da subito affine alle mie passioni e alle mie ambizioni: svolgere progetti sempre nuovi e diversi, operare in gruppo, cercare soluzioni creative ma concrete erano esattamente le attività chi mi immaginavo facesse un manager di successo e che quindi volevo imparare a fare al meglio per essere pronto a metterle in campo qualche anno dopo. Nel corso dei mesi da associato ho avuto il piacere di conoscere tantissime persone, molte più grandi di me, con le quali mi sono confrontato, ancora una volta a soli vent’anni, su tematiche di ogni genere apprendendo nuove cose e rendendomi consapevole su molte questioni.

Rientrato dall’Erasmus in Norvegia, con il recruitment primaverile alle porte, non eravamo più noi i nuovi arrivati del gruppo, ma prendemmo la responsabilità di far fare a JEF un passo avanti, di farla crescere e di posizionarsi nel Network non più come una piccola Junior Iniziative, ma come una realtà affermata nel meridione. Inizia così il mio primo mandato da International Manager, da cui ho senz’altro ottenuto un network di contatti in tutta la penisola, attraverso i rapporti intrattenuti con la Confederazione Italiana della Junior Enterprise, JE Italy.

JE Italy non è solo questo, JE Italy rappresenta il cuore pulsante di oltre 1100 studenti che quotidianamente decidono di disegnare il proprio futuro: questa caratteristica che ci accomuna fa sì che ognuno di noi possa dire di avere un/a collega in ogni parte d’Italia.

Molteplici sono state le attività portate avanti nei sei mesi con il collega, oggi amico più di ogni altro, Presidente Federico e i compagni di viaggio Antonio, Guido e Claudio. Durante questo mandato JEF Napoli inizia ad avere una visione strategica di lungo periodo, la struttura interna subisce un’importante riorganizzazione divenendo più efficiente e pronta ad offrire servizi migliori all’esterno. I risultati dell’attività messa in piedi dal gruppo dirigente non tardarono ad arrivare: ad aprile 2020, in pieno lockdown, JEF Napoli vince l’International Business Game, organizzato dalla Westminster Business Consultant, in collaborazione con JE Global, che ha visto partecipare Junior Enterprise da tutto il mondo. 

Con queste premesse, ci siamo messi al lavoro per completare il passaggio nel “mondo dei grandi” ed uscire dallo status di Junior iniziative, che oramai ci stava stretto. Furono settimane frenetiche tra analisi di processi, raccolta di dati, stesura di documenti, il cui ricordo oggi mi porta ancor di più a ringraziare tutti gli amici che ci sono stati vicini in questa avventura: sapere di avere colleghi come Pietro Picogna, Leonardo Rosa, Stefano Cadoni, Leonardo D’Achille, solo per citarne alcuni, ci ha resi tranquilli e consapevoli durante tutti gli step condotti, grazie ad un costante contatto formativo e di supporto. Tra le sensazioni che mi fanno propendere senza dubbio verso la risposta del “sì” alla domanda iniziale c’è sicuramente l’emozione letta negli occhi di ciascuno degli associati quando a giugno 2020 raggiungemmo il traguardo del passaggio a Junior Enterprise. 

La digitalizzazione delle attività a causa del Covid aveva però affievolito i contatti all’interno dell’Associazione, oramai limitati forzatamente a call, riunioni e incontri telematici. C’era bisogno di uno slancio per tornare ad incontrarci e a guardarci negli occhi, per conoscerci non solo dietro uno schermo. Nel pieno rispetto di tutte le indicazioni, JEF Napoli decise di fare una nuova scommessa, abbiamo organizzato un summit conclusivo di due giorni in una location vicino Napoli. Scommessa vinta. Quasi tutti gli associati erano presenti e il clima di sincera amicizia e reciproca stima hanno reso il weekend ricco di momenti formativi e di crescita ma anche di divertimento.

Il riposo estivo dello scorso anno mi portò a una nuova riflessione: fino ad ora da JEF e dal Network ho avuto tutto questo, posso fare qualcosa per provare a rendere indietro almeno una parte?

Iniziai quindi a chiedermi quali fossero i miei punti di forza, in quali ambiti avrei potuto portare la mia esperienza al movimento. Sono un ragazzo che ama restare aggiornato, seguo la politica attivamente, prendendovi parte con differenti ruoli e quindi capii che avrei potuto coniugare la mia attività con le mie passioni. Per questo, inviai la candidatura per JE Global come risorsa del Dipartimento Public Affairs, con la serena consapevolezza di non essere scelto, vista l’elevata richiesta. Ricordo che scrissi la lettera di motivazione pensando davvero ai momenti più belli passati in JEF, per testimoniare la forza che mi aveva spinto a compilare quella application. Anche qui superai il recruitment, raggiungendo il team con cui ancora oggi lavoro in un contesto dinamico, piacevole e stimolante, oltre che multiculturale.

Lavorando in JE Global, ho imparato cosa vuol dire operare in un ambiente multinazionale e come questo possa essere fonte di innumerevoli opportunità.

Decisi di voler portare il mio contributo anche in JE Italy, chiedendo di entrare a far parte del Team con il ruolo di Responsabile Public Affairs. Questo ruolo è stata una riscoperta, non solo perché ho portato avanti con Alfonso, Federico e Francesca l’attività che ci eravamo prefissati, ma perché insieme a loro e al Board di JE Italy, ho avuto il privilegio di essere project manager di Students4Students, un progetto che per quest’anno scolastico, ha coinvolto oltre 1000 studenti liceali in quasi 20 scuole su tutta la penisola, creando un impatto formativo e sociale di elevatissime dimensioni. Non nascondo che, alla cerimonia di chiusura, davanti ad autorità, giornalisti, docenti e studenti, seppur dietro uno schermo, avevo il cuore in gola.

Come ogni cosa nella vita, però, c’è un inizio e c’è anche una fine. Anche JEF Napoli meritava un mio ultimo impegno per restituire quanto mi aveva dato gli scorsi due anni. A marzo 2021 ho presentato candidatura come Presidente insieme ai colleghi Fabio, Mirko, Dario e Maria Rosaria, con il preciso intento di far compiere a JEF un nuovo passo avanti verso un futuro, ci auguriamo, migliore. Il diventare Presidente per me è stato il tangibile segno del legame che ho riscoperto ci fosse tra me e JEF: un legame profondo, significativo e intenso verso una realtà che ha rappresentato il mio tutto a livello universitario da quell’ormai lontano marzo 2019.

Oggi la domanda che risuona nella mia testa non può che trovare risposta affermativa: sì, ne è valsa la penaLe notti passate sui progetti, le emozioni vissute con gli associati, l’aver riscoperto amici con cui oggi condivido tutto, l’aver fatto parte della storia di JEF non ha prezzo di cambio.

Salvatore Mastrullo

Ringraziamo Salvatore per averci resi/e partecipi del suo percorso all’interno di JEF, di JE Italy e JE Global e speriamo che possa essere d’ispirazione per chiunque si stia chiedendo quale tipo di arricchimento possa dare diventare Junior Entrepreneur. 

E tu, vorresti vivere delle esperienze simili?

Make. Lead. Inspire.

JEBO

From a classroom to JE Global

Welcome back to our blog!

The experience within JE represents a great opportunity for personal and professional growth, but strong emotions aren’t missing.

Today we have the pleasure to read the story of Salvatore Mastrullo, president of JEF, the Junior Enterprise of the University Federico II of Naples. 

Who would have thought that an ordinary day in a university classroom could have radically changed a student’s life and goals?

Enjoy reading!

But was it worth it after all?

The path of a student in the world of Junior Enterprise is certainly characterised by its dynamism, understood as the set of opportunities offered in a more or less short period of time. On average, a Junior Entrepreneur stays in his/her JE for about two years, rarely reaching the third one: the high turnover rate is one of the main characteristics of our Associations, which brings with it advantages, such as the contamination of ideas from an increasingly wide range of students, but also risks, especially in terms of organisation and training.

Having come to the end of this path, at least in JEF, and no longer continuing my studies at the Federico II in Naples, a question arises these days: “So, after all, was it worth it?”.

It is a question that is not simply answered by the experiences included in my curriculum, undoubtedly enriched by the activities carried out in recent years, but that wants to remember all the moments, emotions, feelings experienced within our Network, which I will try to summarize in the following lines. 

It was March 2019 when, in a classroom populated by more than five hundred students, I came into contact with JEF Napoli for the first time: I clearly remember two guys who, wearing a suit and tie, introduced to all of us an association “different from the others” that had as its main purpose the reduction of the gap between the academic world and the working world, through the development of consulting projects in different areas.

As a first-year student in my three-year degree course, who had only just entered university, thinking about the world of work seemed almost like a useless exercise in fantasy, yet there was something in that presentation that convinced me that I wanted to take a step forward and try to make the ambitions that had encouraged me to enrol in business administration a reality. Not without anxiety, I went through the recruitment process and successfully passed the group interview and then the individual interview. Today, I still smile when I think about the solution that my group came up with for the lighting company that needed to sell a new light bulb with surreal characteristics.

Working in JEF immediately proved to be in line with my passions and ambitions: working on new and different projects, working in a team, looking for creative but concrete solutions were exactly what I imagined a successful manager would do, so I wanted to learn how to do it in the best possible way in order to be ready to put it into practice a few years later. During my months as an associate, I had the pleasure of getting to know a lot of people, many older than me, with whom I was confronted, once again in my early twenties, on all kinds of topics, learning new things and becoming aware of many issues.

After returning from Erasmus in Norway, with the spring recruitment just around the corner, we were no longer the newcomers in the group, but we took the responsibility to make JEF take a step forward, to make it grow and position itself in the network no longer as a small Junior Initiative, but as an established reality in the South. This was the beginning of my first mandate as International Manager, from which I undoubtedly obtained a network of contacts all over the peninsula, through the relations I had with the Italian Confederation of Junior Enterprise, JE Italy.

JE Italy is not only this, JE Italy represents the beating heart of more than 1100 students who daily decide to design their own future: this common feature makes it possible for each of us to say that we have a colleague in every part of Italy.

Many activities were carried out during the six months with my colleague, nowadays a friend more than any other, President Federico and my travelling companions Antonio, Guido and Claudio. During this term of office JEF Naples started to have a long-term strategic vision, the internal structure underwent an important reorganisation becoming more efficient and ready to offer better services to the outside world. The results of the activities set up by the management team were not long in coming: in April 2020, in the middle of the lockdown, JEF Napoli won the International Business Game, organized by Westminster Business Consultant, in collaboration with JE Global, which saw the participation of Junior Enterprises from all over the world.

With this in mind, we set to work to complete the transition into the “world of the big boys” and to leave the status of Junior initiative, which was now a tight fit. They were hectic weeks of process analysis, data collection, and document drafting, the memory of which today leads me even more to thank all the friends who were there for us in this adventure: knowing that we had colleagues like Pietro Picogna, Leonardo Rosa, Stefano Cadoni, and Leonardo D’Achille, to name but a few, made us calm and aware during all the steps we took, thanks to constant training and support. Among the feelings that make me lean towards the “yes” answer to the initial question is undoubtedly the emotion I read in the eyes of each of the associates when we reached the milestone of the transition to Junior Enterprise in June 2020.

However, the digitisation of activities due to Covid had weakened the contacts within the Association, which were now limited to calls, meetings and telematics. We needed an impetus to get back together and look each other in the eye, to get to know each other not only behind a screen. In full respect of all indications, JEF Napoli decided to make a new bet, with the organization of a final two-day summit in a location near Naples. The bet was won. Almost all members were present and the atmosphere of sincere friendship and mutual respect made the weekend rich in training and growth moments, but also in fun.

The summer break of last year led me to a new reflection: until now I have had all this from JEF and the Network, can I do something to try to return at least a part of it?

So I began to ask myself what my strengths were, where I could bring my experience to the movement. I’m a guy who likes to keep up to date, I follow politics actively, taking part in different roles, so I realised that I could combine my activity with my passions. Therefore, I applied for JE Global as a resource person in the Public Affairs Department, with the serene knowledge that I would not be chosen, given the high demand. I remember that I wrote the motivation letter really thinking about the best moments I had spent in JEF, to prove the strength that had pushed me to fill in that application. Here, too, I passed the recruitment, joining the team I still work with today in a dynamic, pleasant and stimulating, as well as multicultural, context.

Working in JE Global, I learned what it means to work in a multinational environment and how this can be a source of countless opportunities.

I decided I wanted to bring my contribution also to JE Italy, asking to join the team with the role of Public Affairs Manager. This role has been a rediscovery, not only because I carried out with Alfonso, Federico and Francesca the activities we had set ourselves, but also because together with them and the JE Italy Board, I had the privilege of being Students4Students project manager, a project that for this school year involved more than 1000 high school students in almost 20 schools all over Italy, creating an educational and social impact of very high dimensions. I won’t hide the fact that, at the closing ceremony, in front of the authorities, journalists, teachers and students, albeit behind a screen, my heart was in my throat.

Like everything in life, however, there is a beginningand an end. JEF Naples also deserved my last commitment to give back what it had given me over the past two years. In March 2021, I applied for the position of President together with my colleagues Fabio, Mirko, Dario and Maria Rosaria, with the specific intention of making JEF take a new step towards a hopefully better future. Becoming President for me was a tangible sign of the bond I rediscovered between me and JEF: a deep, meaningful and intense bond towards a reality that has represented my everything at university level since that far-off March 2019.

Today the question echoing in my head can only be answered in the affirmative: yes, it was worth it… The nights spent on the projects, the emotions experienced with the associates, having rediscovered friends with whom I now share everything, having been part of the history of JEF is priceless in exchange.

Salvatore Mastrullo

We would like to thank Salvatore for making us part of his journey within JEF, JE Italy and JE Global and we hope that he can be an inspiration to anyone who is wondering what kind of enrichment becoming a Junior Entrepreneur can give. 

And you, would you like to live similar experiences?

Make. Lead. Inspire.

JEBO

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